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E se provaste la pista?
FRANCESCO PANETTA
 

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Piccola esortazione per segnalare alcune gare su

Che palle la maratona! Basta, non se ne può più. Almeno io non ne posso più! Ascoltarvi parlare di ritmi simili a quelli che mia mamma solitamente sostiene quando va a fare la spesa al supermercato mi fa venire la muffa. Smettete di prendervi tanto sul serio, si tratta di corsa, non di scissione dell’atomo, divertitevi non abbuffatevi di chilometri, se piove state in casa, se siete stanchi dopo una dura giornata di lavoro rinunciate. Non accade nulla. Fidatevi. La cosa grave non è perdere un allenamento, ma cadere nella monotonia, nell’incapacità di evolversi. E non ditemi che credete davvero di poter migliorare facendo mega abbuffate di chilometri! Mah, contenti voi… Vi do un consiglio, a dispetto di qualche benpensante. Cominciate magari a respirare un po’ di odore di gomma, di quella bella rossa possibilmente fatta di “sportflex”. Per iniziare potrebbe comunque andar bene pure il vecchio caro “tartan”, anche perché la carbonella non si usa più e nemmeno il vecchio “asfaltex” (è il termine appioppato da tutti i pistard a quel materiale che altro non era che una variante bella dell’asfalto). Questa dritta che vi do potrebbe essere un’ottima soluzione per migliorarsi e andare un po’ più spediti…. Solo un po’. Forse. Il divertimento in ogni caso è assicurato. Provateci e poi mi direte.
 Attenti, faccio una premessa. La faccio soprattutto per quelli che di mestiere storcono il naso, i saccenti che non hanno nulla di meglio da fare che criticare, quegli con le fette d’asfalto sugli occhi e le scarpe di un numero più grande (quando va bene) per la paura che si gonfino i piedi. Mi riferisco solo ed esclusivamente a voi, popolo di incredibili “hulk” con l’alluce fuori dalla scarpa tanto avete i piedi gonfi. Una precisazione doverosa, altrimenti non capireste. Queste esternazioni non sono conseguenza di frustrazioni passate legate al mio passato alquanto scadente in maratona; trascorsi da “tapascione” di lusso, per intenderci, che certo non rinnego, anzi… grazie a ciò la stima che nutro verso questa categoria è tale da provare quasi quasi invidia.
 Quella passione e quell’entusiasmo non li ho più; o meglio, li avevo appena iniziato a correre. Sono quindi considerazioni suscitate dalla noia mortale che alcuni di voi mi comunicano. Discorsi assurdi che i tuttologi della corsa, gli sciamani dell’asfalto sciorinano senza pudore e senza pietà per le mie orecchie. Quelli che, a esempio, scelgono le scarpe perché un amico le consiglia o perché sono morbide come un “chewinggum”, quelli che addirittura le pesano e se per disgrazia la zavorra dichiarata sfora di qualche grammo dal peso espresso dal costruttore apriti cielo, nemmeno fossimo di fronte a degli orafi. Poi scopri che ad essere valutata era una calzatura taglia 12, mentre solitamente si pesano quelle col numero 8, e mi viene da ridere. Peccato che invece ciò dovrebbe far piangere! Smettete quindi di prendervi tanto sul serio, allargate i vostri orizzonti, guardate oltre il vostro naso perché ci si può divertire correndo anche senza dover stare in giro mezza giornata, si può trovare soddisfazione anche con venti grammi in più per scarpa. State tranquilli, il record del mondo lo faranno sempre altri.
 Seconda precisazione, non ho la pretesa di insegnare nulla a chi si appresta a preparare la “sacra” distanza e mi riferisco nella fattispecie a quel pedante pedatorio di nome Giovanni trovato girovagando sul web. Ho trovato una mia intervista nella quale davo dei consigli, assolutamente gratuiti, certamente utili a tutti quei neofiti che iniziano a prepararsi per la distanza. Ciòha fatto, appunto, storcere il naso al suddetto tapascione, facendogli commentare schifato “Panetta che insegna come preparare una maratona? Proprio lui che non è mai riuscito a correrne una (quando era agonista, adesso non so cosa stia facendo)? Proprio lui che a Venezia si è ritirato al 40° chilometro (al quaranteeeeesimooooo!)m mentre era con i primi, ma non ce la faceva più a mantenere il loro ritmo…!”
 Ebbene, a tutti i “giovanni”, o “hulk” che dir si voglia, che stanno leggendo La Corsa dico che la bella stagione sta arrivando (forse) e le maratone sono finite, almeno quelle importanti (al proposito, alcuni di voi si staranno leccando le ferite, oppure staranno gongolando per i risultati ottenuti), ma c’è un’opportunità… Un pianeta tutto nuovo da esplorare, in attesa di prepararsi per l’ennesima lunga scarpinata vi aspetta. Si tratta di un mondo fantastico, che io conosco benissimo (giovanni hulk permettendo), che emana odori e sapori diversi, sa di gomma e non di brodo riscaldato, o tè caldo, è fatto di luci che squarciano la notte, passi felpati che mordono lo sportflex e di velocità siderali che fanno venir il mal di testa. Questa girandola di suoni e colori che ruotano vorticosamente intorno a te si chiama pista! La massima espressione, a mio avviso, della corsa a piedi. E che comprende tutte le discipline, a cominciare dai 100 metri fino ad arrivare ai 10.000, in un fuoco d’artificio di emozioni che solo quell’anello rosso (cito un libro scritto da Gelindo Bordin, guarda il caso!) riesce ad esprimere. Il Nord Europa è la patria ideale per questo tipo di competizioni. Clima, stadi bellissimi e soprattutto pubblico di grande cultura sportiva che rendono unica ed emozionante l’esperienza. Bislett (Oslo), Letzigrund (Zurigo), Van Damme (Bruxelles), DN Galan (Stoccolma) e tanti altri. Sono solo alcuni nomi di stadi e/o di meeting che si disputano in quei luoghi nordici.
 Ultimo consiglio: quest’estate se siete indecisi su dove andare in vacanza o per caso vi trovate, appunto, da una di quelle parti, comprate il biglietto e mettete il naso dentro uno di quegli stadi. Non ve ne pentirete.

Commenti (1) | Tags: pista | anello | gareggiare |
  Inviato da Decre il 10/07/2010 0.49.47
Su 'ste robe ci ho scritto un libro...figurati se non sono d'accordo. Secondo natura esistono centometristi, quattrocentisti mezzofondisti veloci o resistenti, anche ... maratoneti e non SOLOMARATONETI!!! Ciao, decre.
 
 
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